ReportGarda.com

Il sindaco di Castelnuovo: “Il golf di Gardaland non esiste e il parco del lago è tutto da definire”

Feb• 15•2017

Un post, venerdì 10 febbraio 2017, nel gruppo facebook di Castelnuovo pubblica il link dell’articolo del sito del Corriere di Brescia (datato 5 maggio 2016 e che riprende quanto pubblicato dal Corriere di Verona due giorni prima), dal titolo “Gardaland: l’utile vola, la Merlin studia un golf club attiguo al parco”. Sul post si scatena una scia di commenti in polemica con l’Amministrazione comunale. Anche perché il golf verrebbe realizzato in località Ronchi sull’area dove il Comune ha previsto il Parco del Lago.

Il sindaco Giovanni Peretti, però, non ci sta e rimanda al mittente le polemiche dicendo che quanto riportato “sono tutte balle”. Il condizionale è d’obbligo in tutti i passaggi, poiché i progetti sono ancora tutti nelle intenzioni. Esiste, infatti, solo uno studio di fattibilità approvato dalla giunta municipale ad aprile 2016, che presenta l’idea di un golf a 18 buche.

“Gardaland, però, non c’entra niente – anticipa subito Peretti – l’idea è del Comune che ha dato l’incarico per lo studio di fattibilità, il quale rimane, appunto, solo un’intenzione e non è detto che si farà. Infatti, al momento è impossibile realizzare anche il progetto del parco del lago, perché l’area destinata di 43 ettari ha nel cuore circa 10 ettari di proprietà della famiglia Battisti, eredi della signora Sciarra, i quali non hanno nessuna intenzione di cedere i terreni al Comune, poiché non sono legati a nessun accordo urbanistico. Per questo le aspettative per il parco del lago sono superiori a ciò che invece è reale”.

Carta degli interventi con al centro area grigia non oggetto di accordo urbanistico

La faccenda ruota, appunto, attorno agli accordi urbanistici presi dal Comune e inseriti nel Piano interventi, con cui i privati cedono parte dei loro terreni in cambio dell’autorizzazione a lottizzare aree per circa 50 ettari, collocate dalla strada gardesana, dove si trova l’ospedale Pederzoli, comprensivi di tutta la fascia a lago confinante in direzione Lazise con Gardaland e dall’altro fino al confine con Peschiera, dove peraltro le espansioni dei campeggi privati sono a sua volta già approvate.

“Lottizzazioni – puntualizza con una frecciata, Peretti – che arrivano dal nostro Pati, predisposto dal Prg del 1998/99, previste dall’allora amministrazione Emanuelli e che noi abbiamo ridimensionato, cercando di ricavarci in mezzo un polmone verde. Ad oggi, però, il parco naturalistico non può essere avviato, perché sono stati ceduti al Comune solo alcuni terreni dell’intera area, quindi, al momento possiamo solo progettarlo, ma non di certo realizzarlo. Abbiamo sondato la fattibilità del golf perché il progetto possa autosostenersi economicamente, ma non c’è nessun accordo con Gardaland”. Il sindaco, però, non nega che se giungesse una proposta dalla Merlin, il Comune non rigetterebbe, poiché l’Ente istituzionale non ha le condizioni finanziarie per operare. C’è anche da dire che Gardaland possiede i terreni al confine con l’area destinata a parco naturalistico: essi rientrano in un Piano urbanistico che prevede la cessione al Comune di una fascia terriera di 75 mila metri quadrati, in cambio dell’autorizzazione a costruire un villaggio turistico per un massimo di 50 mila metri cubi. Insomma, Gardaland attende di edificare, oltre ai suoi tre hotel tematici, anche un villaggio in fascia lago.

Alla domanda, poi, di come sia fattibile costruire tutta questa cubatura – all’incirca 160 mila metri cubi previsti per tutti gli accordi urbanistici con i più grossi imprenditori del lago di Garda, (con la Merlin anche le famiglie Delaini-Marzan, Arvedi, Girardi, Rizzardi e altri ancora), tra nuovi alberghi, residence, campeggi e varie strutture ricettive – al di sotto della gardesana sul versante lago che si è sempre ritenuta zona inedificabile e vincolata, l’architetto responsabile dell’ufficio tecnico di Castelnuovo, Fiorella Carloni, risponde: “Credenza sbagliata, mai stata inedificabile. Il decreto legislativo 42 del 2004 del Codice Urbani prevede l’edificazione nelle aree a vincolo paesaggistico a condizione ci sia l’approvazione della Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici. I permessi a costruire, quindi, si ottengono con l’autorizzazione paesaggistica”.

“Morale della favola”? La Soprintendenza è solita bocciare le domande dei cittadini che magari vogliono aprire una nuova finestra sulla facciata della casa, predisporre pannelli solari sui tetti, installare insegne o tende parasole fuori da negozi e bar, ma quando si tratta di grandi lottizzazioni a lago, non vi trova quasi mai “impatti ambientali” da apporre.       Annamaria Schiano     

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *